Il dolore alle gambe che si manifesta dal ginocchio in giù rappresenta un disturbo molto frequente e, spesso, sottovalutato. Tale sintomo può assumere caratteri diversi in termini di intensità, durata e modalità di insorgenza, ed è sovente considerato un semplice fastidio momentaneo. Tuttavia, la comparsa di dolore localizzato sotto il ginocchio può essere il segnale di condizioni mediche a volte trascurate ma potenzialmente severe. Capire l’origine di questo sintomo è fondamentale per intervenire tempestivamente e preservare la salute delle gambe e la qualità della vita complessiva.
Le principali cause vascolari e neurologiche
Le cause di dolore dal ginocchio in giù possono essere molteplici, ma spiccano due grandi famiglie: le problematiche vascolari e quelle neurologiche.
Disturbi della circolazione
Se il dolore è associato a gonfiore, pesantezza o vene evidenti, potrebbe essere legato a deficit della circolazione sanguigna. Ecco le condizioni più frequenti:
- Insufficienza venosa: quando il sangue fatica a risalire verso il cuore, resta accumulato nelle vene delle gambe causando dolore, soprattutto dopo molte ore in piedi o la sera. Possono comparire anche crampi notturni e sensazione di pesantezza.
- Trombosi venosa profonda (TVP): condizione da non sottovalutare, si manifesta con dolore improvviso, gonfiore e calore alla gamba, solitamente unilaterale. Il rischio maggiore è la possibile embolia polmonare, quindi in presenza di questi sintomi urge rivolgersi subito a un medico.
- Arteriopatia periferica: la riduzione di flusso sanguigno dovuta a aterosclerosi o occlusione dei vasi provoca dolore durante la deambulazione o, nei casi più avanzati, anche a riposo. Il fastidio spesso riguarda la parte del polpaccio e si attenua con la sosta.
Patologie neurologiche
Un’altra causa spesso trascurata è la sofferenza dei nervi periferici della gamba:
- Neuropatie periferiche: possono essere associate a diabete, abuso di alcol, carenze vitaminiche (soprattutto di vitamina B12), chemioterapie o esposizione a tossici. I sintomi tipici sono bruciore, formicolio, dolore acuto e, talvolta, perdita della sensibilità.
- Sciatalgia e radicolopatie: una compressione del nervo sciatico o dei nervi spinali lombari può irradiare dolore e bruciore lungo il decorso della gamba, spesso accentuati da alcuni movimenti o posizioni.
- Sindrome delle gambe senza riposo: disturbo neurologico che si manifesta soprattutto la sera e la notte, provocando un bisogno incontrollabile di muovere le gambe associato a dolore e fastidio sotto il ginocchio.
Cause muscoloscheletriche e fattori di rischio
Affaticamento e traumi
I dolori dal ginocchio in giù possono provenire anche da disfunzioni a carico di muscoli, tendini o articolazioni:
- Contratture: conseguenza di posture scorrette, sovraccarico o allenamenti intensi, lasciano una sensazione di rigidità e dolore localizzato a polpaccio, tibia o caviglia.
- Lesioni muscolari e tendinee: strappi, stiramenti o microtraumi da sport o attività intense si presentano con dolore acuto, spesso aggravato dal movimento e solitamente riconoscibile per insorgenza improvvisa dopo uno sforzo.
- Osteoartrite e artrosi del ginocchio o della caviglia: l’usura delle superfici articolari può causare dolore riferito anche alla parte sottostante il ginocchio, soprattutto camminando o restando in piedi a lungo.
Malattie sistemiche e alterazioni metaboliche
Non di rado il dolore alle gambe è la spia di problemi sistemici come:
- Diabete mellito: spesso responsabile di neuropatia periferica, con dolore, bruciore e perdita di sensibilità.
- Sclerosi multipla e malattie demielinizzanti: patologie che alterano la trasmissione nervosa, provocando anche sintomi sensitivi a carico delle gambe.
- Deficit vitaminici: soprattutto la carenza di vitamina B12 interferisce sul nervo periferico, portando a dolori e formicolii dal ginocchio in giù.
Il ruolo del ginocchio e perché è così vulnerabile
Il ginocchio è un’articolazione complessa e costantemente sollecitata durante la vita quotidiana. Sostiene il peso corporeo, ammortizza le sollecitazioni e permette movimenti coordinati tra femore, tibia e rotula. La sua estrema mobilità lo espone a infortuni traumatici (distorsioni, rotture di legamenti o menischi) ma anche a patologie degenerative che possono riverberarsi sul segmento inferiore della gamba. Un’alterazione biomeccanica del ginocchio, ad esempio, può modificare l’appoggio del piede o la tensione dei muscoli del polpaccio, manifestandosi così con dolore riferito anche al di sotto dell’articolazione.
L’infiammazione da sovraccarico, i microtraumi ripetuti oppure errori nell’allenamento possono provocare tendiniti o borsiti localizzate. Queste infiammazioni spesso comportano dolore irradiato a tibia, caviglia o polpaccio, specie durante la camminata o scendendo le scale.
Segnali d’allarme: quando non sottovalutare il dolore
In molti casi, il dolore sotto il ginocchio è di lieve entità e si risolve spontaneamente. Tuttavia, vi sono situazioni che richiedono attenzione immediata:
- Dolore acuto e improvviso associato a gonfiore e arrossamento della gamba: possibile trombosi venosa profonda.
- Perdita di forza, sensibilità o difficoltà a muovere il piede o la caviglia: potrebbe indicare una compressione nervosa severa.
- Dolore costante, pulsante a riposo o peggioramento notturno: sintomo di arteriopatia severa o patologie sistemiche.
- Presenza di febbre o segni infettivi (rossore, calore, dolore molto intenso): sospetta infezione articolare o muscolare.
- Traumi recenti con impossibilità a camminare o deformità evidente: sospetta frattura o lesione legamentosa.
La diagnosi precoce e una valutazione tempestiva possono evitare complicanze e consentire un recupero più rapido ed efficace. È importante descrivere con precisione al medico tutte le caratteristiche del dolore, i sintomi associati e l’eventuale presenza di fattori di rischio come familiarità per malattie vascolari, diabete, utilizzo di farmaci o recenti interventi chirurgici.
La terapia dipenderà naturalmente dalla causa sottostante: si va dal riposo e dagli antinfiammatori per problemi muscolari o tendinei, all’impiego di calze elastiche e farmaci specifici per insufficienza venosa, fino ad approcci più complessi come la chirurgia vascolare nei casi gravi. In alcune situazioni, dispositivi per la mobilità come il montascale rappresentano un valido supporto in caso di dolore cronico o disabilità motoria.
Non bisogna mai considerare il dolore persistente alle gambe come una semplice “fatica”: prestare ascolto ai segnali del proprio corpo consente di prevenire evoluzioni gravi e di proteggere la propria integrità funzionale. La consapevolezza delle cause neurologiche e vascolari più subdole rappresenta il primo passo per una salute a lungo termine.