Non potare l’acero in questo momento o lo ucciderai: ecco l’errore che fanno tutti

La potatura dell’acero richiede attenzione al periodo dell’anno scelto, poiché eseguire il taglio in un momento sbagliato può compromettere seriamente la salute della pianta. Una delle convinzioni più diffuse ma rischiose tra i proprietari di aceri consiste nel potare durante la stagione vegetativa, ovvero quando l’albero è in piena attività. Quest’errore, apparentemente innocuo, può portare a conseguenze gravi o addirittura letali per l’albero, soprattutto a causa del fenomeno del sanguinamento della linfa e della difficoltà di cicatrizzazione delle ferite.

Perché evitare la potatura durante la stagione vegetativa

Gli aceri, siano essi a foglia larga o palmata, sono alberi che nei mesi primaverili e all’inizio dell’estate sono particolarmente attivi. In questo periodo, i tessuti sono ricchi di linfa, la quale fuoriesce copiosamente dai tagli se vengono eseguiti interventi di potatura. Questo fenomeno, chiamato appunto “sanguinamento”, rappresenta una perdita sostanziale di risorse vitali per la pianta. Oltre al danno diretto, le ferite aperte nel pieno della stagione umida e calda sono esposte a funghi, batteri e parassiti, compromettendo irrimediabilmente la struttura e la vitalità dell’albero.

Il rischio più grande è quello di indebolire pesantemente la pianta, soprattutto se si tratta di esemplari giovani o già stressati da condizioni ambientali sfavorevoli. In casi estremi, una potatura severa nel periodo sbagliato può portare l’acero addirittura alla morte, proprio a causa dell’incapacità di richiudere correttamente le ferite o per le infezioni secondarie introdotte dai tagli non protetti.

Il periodo migliore per la potatura dell’acero

L’errore più comune è quello di intervenire quando l’albero appare “fitto” di rami durante la crescita estiva o una primavera particolarmente rigogliosa, ma in realtà il momento più sicuro per la potatura dell’acero è durante il riposo vegetativo. Questo si verifica generalmente fra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno, quando l’albero è spoglio e la linfa ha cessato di scorrere attivamente. In questa fase, ogni intervento ha un impatto minimo sulla fisiologia della pianta, poiché le riserve energetiche non vengono sacrificate per cercare di rimarginare le ferite.

In particolare, il periodo migliore si colloca dopo la caduta delle foglie e prima del risveglio primaverile, ovvero nei mesi che vanno da novembre a febbraio, variando leggermente a seconda della zona climatica. Gli esperti consigliano di attendere che la pianta abbia completamente perso le foglie: questo permette di valutare meglio la struttura e intervenire sui rami secchi, danneggiati o mal disposti, senza pregiudicare la vitalità dell’albero.

Eccezioni ed eventualità particolari

Alcune varietà, come l’acero giapponese o l’acero verde, possono essere potate anche all’inizio della primavera, ma solo in condizioni ideali e mai dopo l’inizio della fuoriuscita della linfa. È fortemente sconsigliato anticipare o posticipare la potatura rispetto a questo periodo, proprio per evitare gli errori di cui sopra.

Conseguenze di una potatura errata

La potatura scorretta, in particolare fuori dal riposo vegetativo, può portare a numerosi problemi:

  • Sanguinamento abbondante: L’acero produce molta linfa, che scorre letteralmente fuori dalle ferite provocate da tagli in primavera. Questa perdita può indebolire notevolmente la pianta.
  • Difficoltà nella cicatrizzazione: Temperature elevate o eccessiva umidità favoriscono l’insediarsi di agenti patogeni sui tessuti aperti, lasciando la pianta vulnerabile a malattie e parassiti.
  • Stimolazione di ricacci improvvisi: Una potatura inopportuna può favorire la nascita di numerosi nuovi getti deboli e malformati, che riducono la qualità estetica e fanno perdere energia preziosa all’albero.
  • Indebolimento progressivo: La costante perdita di linfa e il mancato assorbimento di nutrienti, insieme a possibili infezioni, portano con il tempo al deperimento progressivo della pianta, fino all’arresto della crescita e, nei casi più gravi, alla morte.

Il rischio maggiore si corre quando si prova a capitozzare, ovvero tagliare radicalmente la cima e i principali rami di un acero. Questa pratica, da tempo sconsigliata dagli esperti, non solo rovina irrimediabilmente la forma naturale dell’albero, ma lo espone anche a infezioni e deperimento precoce. La potatura deve quindi essere fatta con metodo e sempre nel rispetto dei tempi fisiologici dell’acero.

Consigli pratici per la salute dell’acero

Per evitare errori fatali, è importante seguire attentamente alcune semplici regole:

  • Programmare sempre la potatura durante il riposo vegetativo e mai quando la pianta è in piena attività.
  • Utilizzare attrezzi ben affilati e disinfettati per evitare di lasciare ferite sfrangiate e facilmente attaccabili da malattie.
  • Non eliminare più del 25% della chioma in un solo intervento per non stressare eccessivamente la pianta.
  • Rimuovere esclusivamente rami secchi, rotti, mal diretti e, se necessario, alcuni rami interni per favorire il ricambio d’aria nella chioma, evitando però tagli drastici.
  • Evitare la capitozzatura e altri interventi radicali sulla struttura principale.

Nel caso di esemplari particolarmente delicati o di valore, è sempre consigliabile rivolgersi a professionisti del verde qualificati, capaci di valutare correttamente la struttura della pianta e intervenire con tecniche idonee.

L’acero e la potatura: tra biologia e tradizione

L’acero, protagonista di molti giardini e parchi urbani, richiede cure attente e interventi calibrati che rispettino sia le esigenze fisiologiche della specie sia le esigenze estetiche dei proprietari. Interpretare erroneamente il momento migliore per potare rappresenta un rischio concreto per la sopravvivenza della pianta, soprattutto nei primi anni di vita o in presenza di stress ambientali. Studi recenti e la plurisecolare esperienza giapponese nella coltivazione degli aceri confermano che l’osservanza dei cicli stagionali migliora non solo la salute, ma anche la bellezza degli esemplari coltivati in giardino.

Infatti, nella potatura tradizionale, sia per aceri ornamentali che in bonsai, il rispetto del periodo di riposo vegetativo è considerato imperativo. Solo durante questi mesi, l’acero sopporta meglio gli interventi, minimizzando i rischi e garantendo una crescita sana e vigorosa nella stagione successiva.

In sostanza, il segreto per non commettere l’errore fatale che può portare alla morte l’acero è semplicemente quello di entrare in sintonia con i suoi ritmi naturali, facendo della corretta tempistica di potatura la regola d’oro per ottenere alberi sani, longevi e splendidamente ornamentali nel proprio spazio verde.

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