Tutti hanno un punto debole quando si tratta di pianificare le proprie spese: spesso ci si concentra solo su cosa e quanto spendere, ma si dimentica di adottare un criterio sistematico e razionale nella gestione delle entrate. Questo approccio istintivo conduce facilmente a sprechi, difficoltà nel risparmio e talvolta persino a indebitamenti. Un errore frequente è sottovalutare l’importanza di una metodologia semplice e strutturata per suddividere il proprio reddito, garantendo uno spazio adeguato sia al risparmio che ai bisogni quotidiani.
Perché la pianificazione delle spese fallisce così spesso?
Molti credono che sia sufficiente annotare o tenere a mente le proprie uscite per tenere sotto controllo il bilancio familiare. In realtà, anche con i migliori propositi, la maggior parte delle persone commette errori di valutazione. In particolare:
- Sottostima delle spese impreviste, che finiscono per intaccare i risparmi programmati.
- Mancanza di distinzione tra spese necessarie (cibo, affitto, bollette) e spese voluttuarie (divertimenti, acquisti non indispensabili).
- Propensione a spendere tutto ciò che si guadagna, rimandando il risparmio a un ipotetico “mese migliore”.
- Gestione poco efficiente dei debiti e degli interessi, che prosciugano risorse e impediscono di mettere da parte denaro.
Questo approccio disorganizzato porta spesso a una sensazione di incertezza finanziaria. Molti si ritrovano ciclicamente senza liquidità a fine mese, privi di una strategia di accumulo a medio e lungo termine.
La logica della regola 70/30
In risposta a questi errori, la regola 70/30 propone un modello semplice e subito applicabile. Essa consiste nell’allocare il 70% del proprio reddito netto alle spese essenziali e quotidiane, riservando il 30% al risparmio e agli investimenti futuri. In questo modo, si ha un faro chiaro che guida le scelte finanziarie ogni mese e aiuta a prevenire errori impulsivi.
Come funziona concretamente? Si prende come base tutto ciò che si incassa ogni mese — stipendio, pensione o altri redditi — e lo si suddivide:
- 70% per le spese ordinarie: affitto o mutuo, bollette, alimentari, trasporti, tasse, esigenze della famiglia.
- 30% per il risparmio, la creazione di un fondo di emergenza, il pagamento di eventuali debiti residui, la previdenza o, in parte, per piccoli investimenti personali.
Questa suddivisione permette di stabilizzare il bilancio familiare e, soprattutto, sposta l’attenzione immediatamente sulla necessità di mettere da parte una quota significativa del proprio reddito. Il risparmio non viene più visto come ciò “che avanza”, ma come una voce primaria da rispettare ogni mese.
Variazioni e possibili personalizzazioni
Ogni situazione finanziaria è unica, quindi la regola è adattabile. Alcuni preferiscono il più tradizionale 50/30/20, dove il 50% va alle spese essenziali, il 30% ai desideri (spese voluttuarie) e il 20% al risparmio. Un’altra variante popolare, specialmente quando si hanno obiettivi più complessi come estinguere debiti o creare una previdenza integrativa, è la divisione 70-10-10-10: il 70% rimane per le spese principali, mentre il 10% si destina, rispettivamente, a debiti, fondo pensione e investimenti più dinamici.
Interessante anche la regola 60/30/10: qui il 60% va alle necessità, il 30% al tempo libero e il 10% al risparmio effettivo e agli investimenti. Queste formule permettono di “tarare” il sistema in base alle proprie esigenze, mantenendo però una percentuale fissa e automatica dedicata al risparmio. La struttura rigida delle percentuali aiuta a rispettare i limiti, evitando l’autoinganno tipico di chi pensa che risparmierà “quello che resta”.
Applicazione pratica: come non sbagliare più nella pianificazione
Il vantaggio principale della regola 70/30 è proprio la facilità di applicazione. Non occorre essere esperti di finanza personale per iniziare: basta iscrivere le voci di entrata e uscita all’interno di questo schema.
Ecco alcuni passaggi pratici per non commettere più errori:
- Calcolare con precisione il reddito mensile netto (dopo le tasse e i contributi obbligatori).
- Sommare tutte le spese fisse (affitto, bollette, assicurazioni, trasporti) e metterle a bilancio sotto il 70%.
- Stabilire limiti precisi anche per le spese variabili: cibo, abbigliamento, istruzione o sanità.
- Accantonare subito il 30% su un altro conto o su prodotti di risparmio/investimento, per evitare la tentazione di attingervi.
- Rivalutare periodicamente la divisione dei fondi: se le spese si riducono, aumentare la quota destinata al risparmio o, se possibile, destinare una porzione del 30% agli investimenti a reddito crescente.
- Utilizzare le varianti della regola in base alla propria evoluzione patrimoniale e agli obiettivi personali, come l’estinzione anticipata dei debiti o la creazione di nuove fonti di reddito passive.
Essere rigorosi e costanti in questo tipo di pianificazione rappresenta la vera svolta rispetto ai metodi tradizionali, basati su una gestione “a vista” delle entrate e delle uscite.
Errori comuni e punti di attenzione
Chi prova a pianificare le proprie spese spesso cade in alcune trappole ricorrenti. Il primo rischio è pensare di poter saltare il risparmio nei mesi più difficili, con la scusa di spese impreviste o particolarmente gravose. Questo compromette la disciplina su cui si fonda la regola 70/30. Un altro errore è dimenticare di gestire e ridurre i debiti, i quali sottraggono risorse preziose che potrebbero essere dedicate al risparmio e agli investimenti.
Importante, inoltre, non sovrastimare le proprie capacità di autocontrollo: automatizzare i passaggi, ad esempio impostando un bonifico automatico per il 30% del reddito, aiuta a rispettare la regola anche nei periodi di maggior stress o disattenzione.
Infine, la flessibilità è chiave. Le regole sono linee guida: se una spesa straordinaria rappresenta un investimento per il futuro (formazione, salute, tecnologia utile al lavoro), può avere senso derogare temporaneamente alla quota prefissata, ma sempre con consapevolezza e programmazione.
La consapevolezza finanziaria nasce da un approccio sistematico e da una disciplina costante, non dal mero conteggio delle spese: la regola 70/30 è uno strumento potente per evitare gli errori più comuni e raggiungere una solida libertà finanziaria.